novembre 10, 2008

Part_03

Ricordo lo stupore e l'amarezza quando ti trovi davanti a scene di vita strazianti.
Non ci si rende veramente conto di come queste povere persone riescono a vivere, se vivere è la parola adeguata...
Bambini che ti guardano con occhi che ti fanno mettere in ginocchio, sembrano sguardi di supplica e ti senti impotente perché è chiaro che avrebbero bisogno di qualsiasi cosa possa passare dalla mente. Qualsiasi cosa che per noi fa parte della vita normale... e ti senti inadatto nel tuo vestiti puliti e nelle tue scarpe.
Ti rimbocchi le maniche e ti metti al lavoro. E cosa succede?
Si arriva a sera distrutti, ma con il pensiero che non è ancora abbastanza e bisognerebbe fare di più.
I pensieri della vita a cui si è abituati si allontanano, ti senti sopraffare dal senso pratico della giornata e di come organizzare al meglio la successiva... e vedi le tue mani sempre troppo sporche di quella sabbia rossiccia che ti sta sempre addosso, come se fosse diventata una parte di te. Lo spirito è leggero, volenteroso di fare sempre meglio.
Sempre meglio per tutti questi bambini e queste persone che nonostante la miseria ti sanno regalare sempre un sorriso.


on the city
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